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Quando la natura colpisce duro: tra devastazione e nuovi parassiti
Il settore agricolo globale è sempre più esposto agli impatti del cambiamento climatico, e la viticoltura non fa eccezione.
Il settore agricolo globale è sempre più esposto agli impatti del cambiamento climatico. La viticoltura, con le sue radici profonde nella tradizione e nel terroir, non fa eccezione. Eventi meteorologici estremi, l’emergere di nuovi parassiti e la crescente pressione sulle infrastrutture essenziali stanno ridefinendo le sfide per i produttori di vino. La situazione diventa particolarmente critica quando la natura colpisce con forza. Eppure, in mezzo a queste difficoltà, emergono anche storie di resilienza inaspettata e l’apertura di nuove opportunità per regioni un tempo considerate marginali. Le esperienze dei vigneti europei sono contrastanti, dalla devastazione improvvisa all’abbondanza sorprendente, e delineano un panorama in continua evoluzione.
Alla cantina di Rabastens nel Tarn, l’unico gruppo di freddo al glicole si è fermato il 2 settembre.
Quando la natura colpisce duro: tra devastazione e nuovi parassiti
La natura si è manifestata con forza in diverse regioni, portando distruzione immediata e sfide impreviste. A Pomas, nell’Aude, una violenta tornade il 24 agosto ha devastato la casa e la cantina di Sofi Bataillard e Julien Veyret del Plateau du Cascal, distruggendo i due terzi della loro raccolta già nelle vasche e rendendo inutilizzabili attrezzature vitali come il torchio e le vasche di fermentazione. Questo evento ha evidenziato la vulnerabilità fisica delle infrastrutture vitivinicole di fronte a fenomeni meteorologici estremi sempre più frequenti.
Contemporaneamente, altrove, le temperature elevate hanno accelerato i cicli vegetativi, stravolgendo i calendari tradizionali. La vendemmia al Domaine Montemagni a Patrimonio, in Corsica, è iniziata il 4 agosto. Questo record di precocità ha generato panico per la maturazione simultanea di tutte le uve. Questa accelerazione ha favorito l’apparizione di nuovi parassiti, come la Cryptoblabes gnidiella. Le sue larve hanno attaccato circa un piede di vite su dieci su alcune parcelle. La cicadella africana (Jacobiasca lybica) è aumentata di potenza a fine stagione. In alcune zone sono stati catturati fino a 1.500 adulti per trappola a settimana, causando bruciature sulle foglie e bloccando la maturazione dell’uva.
L’Adattamento alla Crisi Climatica: Infrastrutture sotto Stress e Soluzioni Creative
Le condizioni climatiche mutate, caratterizzate da notti più calde e vendemmie anticipate, hanno messo a dura prova le infrastrutture critiche delle cantine. In particolare, i sistemi di raffreddamento ne hanno risentito. Alla cantina di Rabastens nel Tarn, l’unico gruppo di freddo al glicole si è fermato il 2 settembre. Questo ha interrotto il raffreddamento di sei vasche di bianchi. A Saint-Cécile les Vignes nel Vaucluse, il direttore Denis Crespo ha visto il suo gruppo di freddo al glicole cedere il 20 agosto. La rottura è avvenuta ancor prima dell’inizio delle vendemmie. Ciò lo ha costretto a noleggiare un’unità per 13.580 euro per quattro settimane. Ha anche dovuto trasportare 1.500 ettolitri di uva a un’altra sede, con un costo di quasi 1.000 euro.
Di fronte a queste interruzioni e devastazioni, la resilienza e l’ingegno dei viticoltori si sono rivelati fondamentali. I vignerons di Pomas hanno ricevuto il sostegno di una rete di solidarietà. Hanno immagazzinato le uve in cantine di colleghi. Hanno fermentato i vini “puliti, filtrati ed eccezionalmente solfitati” altrove grazie a nuovi depositi concessi dalle Dogane. La cantina Les Collines de Bourdic nel Gard ha potuto contare su un quinto gruppo, previsto come “joker” di sicurezza. Quel gruppo ha permesso di salvare la vendemmia nonostante un’unità a noleggio si sia guastata dopo soli tre giorni e mezzo.
Nuovi Terroir e Resilienza Inaspettata
Il panorama viticolo è in trasformazione, con alcune regioni che, pur non tradizionalmente vocate al vino, stanno trovando nuove opportunità. Sébastien Arnaud ha vendemmiato il suo Chardonnay il 29 agosto in Normandia. Ha raccolto quasi due settimane prima del 2025 e un mese prima del 2024, registrando un ottimo stato sanitario e maturità più spinte. La prima ondata di calore ha causato una certa colatura sui fiori di Chenin, riducendo il volume. La qualità delle uve è stata eccellente e il Chenin ha raggiunto 11,5/12 gradi potenziali.
Questa inattesa prosperità in Normandia è attribuibile a condizioni climatiche locali. Le temperature medie sono risultate di 3-4°C inferiori rispetto ai vigneti della Loira e hanno mitigato gli effetti delle ondate di calore. Parallelamente, nel Vaucluse, Cédric Roux ha raggiunto i suoi obiettivi di resa di 100 hl/ha in IGP Principauté d’Orange e 51 hl/ha in AOC Côtes du Rhône per la prima volta dal 2008, grazie a un braccio sotterraneo del fiume Ouvèze che ha mantenuto le sue vigne irrigate naturalmente. Nicolas Dutour nell’Hérault era pessimista a luglio per i sintomi di stress termico sulle sue vigne. Poi ha raddoppiato le sue aspettative per il Viognier. Ha attribuito il successo a un buon germogliamento primaverile dopo abbondanti piogge invernali.
Lezioni dal Campo: Un Futuro Incerto ma Adattabile
La stagione delle vendemmie recenti ha dipinto un quadro complesso e a tratti paradossale. La cooperativa l’Ormarine nell’Hérault ha registrato una raccolta eccezionalmente buona. Ha raggiunto un picco di due milioni di bottiglie equivalenti al giorno nei giorni di massima attività. Altre realtà, come quelle colpite dal tornado nell’Aude, affrontano una ricostruzione che richiederà mesi. Pierre Lacube, ad esempio, ha stimato almeno 20.000 euro di materiale e innumerevoli ore di lavoro per rifare completamente il suo palissaggio. Questa stima evidenzia la disparità dei percorsi di recupero.
La necessità di monitoraggio e strategie a lungo termine è più evidente che mai. La preoccupazione per le riserve della vite, in seguito all’attacco della cicadella africana in Corsica, sottolinea l’importanza di studi approfonditi sull’impatto fisiologico dei nuovi parassiti. Tali studi sono fondamentali per le future annate. Il successo dei vigneti normanni include vini che “assomigliano a quello che non si riesce più a fare nella Loira”. Questo successo suggerisce un futuro in cui le mappe viticole tradizionali potrebbero essere ridefinite. Esso spinge i produttori a riconsiderare sia le pratiche agricole sia le località di coltivazione per adattarsi ai cambiamenti climatici.
Fonti:
- “Tout a foutu le camp” avec la tornade, sauf la solidarité… | vitisphere.com
- Vendanges volées par Cryptoblabes et précipitées par la cicadelle… | vitisphere.com
- “Sa puissance au démarrage a fait fondre les câbles d’alimentation… | vitisphere.com
- On a trouvé un vignoble qui n’a pas (trop) souffert du millésime… | vitisphere.com
- Le plein de vin malgré les canicules : “on est au maximum autorisé… | vitisphere.com