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ISG in Georgia: il vino georgiano nella formazione
La Gilda Internazionale dei Sommelier (ISG) ha portato in Georgia formatori da sei paesi: il vino georgiano è già nei suoi programmi di studio.
Dal 18 al 24 luglio 2026 la Gilda Internazionale dei Sommelier (ISG) ha portato in Georgia una delegazione di professionisti del vino da sei paesi. La visita è avvenuta su invito e con l’organizzazione dell’Agenzia Nazionale del Vino, come riporta il comunicato dell’ISG. Il gruppo era guidato dal presidente Joseph Miller. Ha attraversato le regioni di Kakheti, Imereti e Kartli, tra cantine industriali e cantine familiari. La degustazione finale si è tenuta a Tbilisi con 15 produttori. Per importatori, ristoratori e sommelier europei che valutano il vino georgiano, la visita è un segnale concreto: la cultura del vino del paese sta entrando stabilmente nei programmi formativi internazionali, non solo nelle narrazioni folkloristiche.
La visita della delegazione ISG in Georgia
L’Agenzia Nazionale del Vino ha curato invito e logistica dell’iniziativa, rivolgendosi a un’organizzazione che forma sommelier in oltre 40 paesi. La delegazione era guidata dal presidente della ISG, Joseph Miller, e comprendeva professionisti del vino da Stati Uniti, Cina, Messico, Turchia, Brasile e Lettonia.
Il programma ha privilegiato il territorio. I visitatori hanno esplorato le tre regioni vitivinicole di Kakheti, Imereti e Kartli. Hanno incontrato strutture produttive strutturate e cantine familiari. In queste la vinificazione segue spesso percorsi più tradizionali. In ogni tappa hanno assaggiato vini in stile tradizionale e in stile moderno, incontrando direttamente i viticoltori.
L’Agenzia aveva un obiettivo dichiarato: mostrare la diversità del vino georgiano. Il destinatario era chi ogni giorno lo promuove nei ristoranti e nelle aule di formazione di altri paesi. È un passaggio rilevante per il mercato europeo. Chi insegna il vino a Chicago, Città del Messico o Riga torna a casa con un’esperienza diretta. Non torna con un dossier sui vitigni autoctoni georgiani.
Degustazione a Tbilisi e incontro con i viticoltori
Al termine del tour regionale, a Tbilisi si è tenuta una degustazione “Walk-around Tasting” con la partecipazione di 15 produttori di vino georgiani. I delegati si muovono liberamente tra i tavoli in questo formato. Il format ha permesso di confrontare in un’unica sede stili, vitigni e approcci alla vinificazione molto diversi tra loro.
Per i produttori, l’evento ha funzionato come una vetrina mirata: il pubblico non era composto da consumatori generici, ma da formatori e sommelier che possono inserire il vino georgiano nelle carte dei ristoranti e nei programmi didattici dei loro paesi. Per i visitatori, la degustazione ha restituito un quadro della diversità stilistica georgiana che va oltre la solita selezione esportata.
Le valutazioni del presidente della ISG
Per Joseph Miller si tratta della seconda visita in Georgia, e ogni soggiorno, a suo dire, riserva scoperte nuove. La sua lettura del valore del vino georgiano merita attenzione perché evita la scorciatoia più frequente.
La principale forza del vino georgiano non risiede soltanto nella tradizione del qvevri, ma nei vitigni autoctoni unici, capaci di offrire abbondanti abbinamenti gastronomici.
Secondo Miller, i vitigni unici della Georgia generano grande interesse nella gastronomia internazionale, perché si prestano ad abbinamenti con cucine molto diverse. È una valutazione operativa, non retorica. Un vino da vitigno autoctono che si abbina bene a piatti non georgiani ha più probabilità di restare in carta per un ristoratore. Miller ha aggiunto che lo sviluppo continuo della qualità consentirà alla Georgia di consolidare ulteriormente la propria posizione sul mercato mondiale del vino.
L’ISG e il vino georgiano nella formazione
La Gilda Internazionale dei Sommelier è una delle organizzazioni più autorevoli nella formazione sul vino. Offre programmi accreditati per sommelier alle prime armi ed esperti, coprendo degustazione, tecnologia enologica, standard di servizio, gestione e abbinamento cibo-vino. Oggi opera in più di 40 paesi e conduce i suoi programmi in più di 14 lingue. I suoi certificati sono riconosciuti nei settori della ristorazione, dell’hotellerie e della produzione.
Il dato più significativo per chi guarda alla Georgia è che il vino georgiano occupa già un posto stabile nei programmi di studio dell’ISG. Gli studenti apprendono la storia vitivinicola del paese, che copre 8.000 anni, la tradizione del qvevri e il significato culturale del vino georgiano. Inserire la Georgia nel curriculum di un’organizzazione che certifica sommelier in decine di paesi significa garantire che la prossima generazione di professionisti conosca il metodo qvevri e i vitigni autoctoni prima ancora di imbattersi in una bottiglia. Il riconoscimento formativo è ciò che trasforma la curiosità per un vino in una scelta di mercato.
Fonti: