Mercato ed export
Crisi del vino: equilibrio domanda-offerta e diversificazione agricola
Le campagne di estirpazione dei vigneti hanno giocato un ruolo cruciale nel tentare di ristabilire l'equilibrio tra domanda e offerta nel mercato del vino.
In un’epoca di profonde trasformazioni agricole, il settore vitivinicolo si trova ad affrontare sfide che impongono ripensamenti strutturali e nuove strategie. Molti produttori e cooperative esplorano percorsi di diversificazione. Sono spinti dalla necessità di garantire la sostenibilità economica delle proprie attività. Devono affrontare mercati in evoluzione e costi di produzione crescenti. La crisi del vino sta spingendo agricoltori e cooperative a riconsiderare il loro futuro, convertendo terreni e investendo in colture alternative come mandorle e cereali, mentre l’industria cerca di ristabilire un equilibrio tra domanda e offerta e di definire prezzi equi per la produzione vinicola.
La Crisi del Vino e le Nuove Rotte Agricole
La drastica riduzione dei ricavi sta spingendo molti viticoltori a cercare alternative. Sylvain Belloni, agricoltore nelle Bouches-du-Rhône, ha visto la remunerazione per i suoi grappoli diminuire di quasi il 40% tra il 2023 e il 2024, una conseguenza diretta del calo dei prezzi e della riduzione del tetto di resa da 120 a 100 ettolitri per ettaro per i vini rossi e rosati. Già nel 2012, Belloni aveva intuito la necessità di diversificare. Egli piantò 1,5 ettari di mandorli. Questa decisione fu ispirata dalla saggezza dei suoi genitori: non “mettere tutte le uova nello stesso paniere”.
Parallelamente, la cooperativa Vignerons des Coteaux de l’Isle a Maransin, nel Libournais, ha dovuto affrontare una crisi ancora più profonda: quest’anno non ci saranno vinificazioni. Con soli 21 membri che coltivano 80 ettari, la produzione è insufficiente per riattivare la cantina. Il presidente della cooperativa ha scelto una soluzione radicale, mettendo a disposizione i propri edifici a un agricoltore-mugnaio-panettiere, Éric Apathie. L’obiettivo è trasformare lo spazio in un punto vendita di farina e pane. Sarà anche un luogo di ristorazione agricola. Questo creerà un nuovo polo economico per la comunità.
Questi esempi evidenziano strategie diverse ma complementari per affrontare la crisi. Belloni integra la mandorla per “limitare i danni”. Cerca una fonte di reddito aggiuntiva che attenua le perdite del vino, ma non le compensa del tutto. Apathie propone una conversione quasi totale, trasformando la cooperativa in un centro per cereali e prodotti da forno. Entrambi i percorsi mirano a stabilizzare il reddito agricolo in un contesto di incertezza. Essi puntano su colture che possono offrire prospettive economiche più stabili o in crescita.
L’equilibrio tra domanda e offerta ridefinisce il paesaggio rurale
Le campagne di estirpazione dei vigneti hanno giocato un ruolo cruciale nel tentare di ristabilire l’equilibrio tra domanda e offerta nel mercato del vino. Negli ultimi tre anni, la quantità di uva raccolta è stata inferiore ai 10,5 milioni di ettolitri che escono annualmente dal bacino, portando a una riduzione delle scorte disponibili. Fabien Castelbou di InterOc sottolinea che “l’equilibrio tra domanda e offerta è dunque ben presente”. Ma questa riorganizzazione del mercato ha lasciato spazi aperti per nuove opportunità agricole nei territori precedentemente dominati dalla viticoltura.
Il progetto di Éric Apathie a Maransin incarna pienamente questa transizione. L’agricoltore intende convertire una prima tranche di 10 ettari di vigneti estirpati in terreni per cereali già questo autunno. L’obiettivo a lungo termine è di 40-50 ettari. Apathie si impegna a pagare i cereali a un prezzo superiore del 20% rispetto a quello offerto dagli acquirenti tradizionali. Stima un margine lordo di circa 1.000 euro per ettaro per i viticoltori. Questa iniziativa non solo recupera terreni, ma offre anche ai produttori locali una nuova e più redditizia fonte di reddito.
Anche la diversificazione di Sylvain Belloni si inserisce in questo quadro di riequilibrio. Il suo investimento nella mandorlicoltura ha un obiettivo: raggiungere 15 ettari e un ricavo di 40.000-50.000 euro entro cinque anni. Questo riflette la ricerca di un’alternativa a lungo termine. Sebbene l’investimento iniziale sia significativo, con costi di impianto tra 4.400 e 4.800 euro per ettaro, e ci vogliano quattro o cinque anni perché un mandorlo produca, le prospettive di mercato per le mandorle rimangono favorevoli a causa di una domanda ancora superiore all’offerta.
Il Prezzo Giusto e le Sfide del Mercato
Nonostante gli sforzi per riequilibrare l’offerta, la questione del prezzo rimane centrale per la sostenibilità del settore vinicolo. Secondo Fabien Castelbou, il bilancio degli accordi di durabilità è “soddisfacente a metà percorso”. C’è una diminuzione dei volumi contrattualizzati nella fascia di prezzo più bassa per i rosati (80-84 €/ettolitro). Questo favorisce fasce superiori (85-90 €/ettolitro). Tuttavia, per i vini rossi e rosati, mancano ancora 3 euro per ettolitro per coprire i costi di produzione. Questo divario non si riscontra per i vini bianchi, che sono per lo più già all’interno del tunnel di prezzo.
L’altro grande obiettivo di questa seconda annata consiste nel riunire la grande distribuzione attorno ad accordi già condivisi dalle cantine cooperative, dai viticoltori indipendenti e dagli operatori di mercato.
Questo deficit, sebbene “totalmente indolore per il consumatore finale”, è cruciale per i produttori. L’industria del vino cerca di coinvolgere la grande distribuzione negli accordi. Sostiene che il vino non è immune alle tendenze inflazionistiche. Anche i costi di produzione devono essere riconosciuti. La “sola legge del mercato” potrebbe non bastare a garantire prezzi equi. Sarà necessario trovare altre soluzioni, poiché la viticoltura influenza la vitalità dei paesaggi e dei territori.
La transizione verso nuove colture offre un modello, come il grano e il pane a Maransin. In questo modello, i prezzi sono fissati al di sopra del mercato, garantendo margini migliori ai produttori. Analogamente, la mandorlicoltura di Sylvain Belloni ha generato 10.000 euro nel 2024 da un giovane frutteto. È vista come un “investimento a lungo termine”. La domanda supera ancora l’offerta in questo mercato. Questi esempi dimostrano che il settore vinicolo lotta per la sua redditività. La diversificazione offre vie praticabili per mantenere viva l’agricoltura locale e il tessuto sociale dei territori.
Fonti: